Gli acidi grassi omega-3 presenti in abbondanza nel pesce avrebbero un ruolo significativo nell'evitare il sovraccarico sensoriale.
Che gli acidi grassi omega-3 svolgano un ruolo significativo nel migliorare le funzioni del sistema nervoso lo sostiene uno studio recentemente condotto dai ricercatori del Laboratorio di Membrana Biochimica e Biofisica di presso l'Istituto Nazionale sull'abuso di alcool e alcolismo di Bethesda nel Maryland (Usa).
Non il fosforo, quindi, per il cervello ma gli omega-3 e, nella fattispecie, l'acido docosaesaenoico (DHA) e l'acido eicosapentaenoico (EPA).
I ricercatori sono giunti alle loro conclusioni dopo aver constatato per prima cosa che nelle persone affette da schizofrenia, disturbi ossessivi-compulsivi e bipolari, iperattività e deficit di attenzione, morbo di Huntington e altre afflizioni del sistema nervoso si presentavano bassi livelli di acidi grassi omega-3.
Da questa constatazione hanno condotto uno studio su modello animale (topi femmina incinta)per valutare l'impatto di EPA e DHA sul sistema nervoso. Alle cavie , sono state fatte seguire quattro differenti diete, di cui tre diversi livelli di acidi grassi omega-3 e, per il gruppo di controllo, una dieta normale senza omega-3.
Una volta nati, i topolini sono stati sottoposti a un test standard per valutare la risposta del sistema nervoso, cioè esponendo i topi a un forte e improvviso rumore. Come normalmente avviene, la reazione è quella di tirarsi indietro in opposizione alla presunta sorgente del rumore. Tuttavia, se questo rumore è preceduto da un rumore più lieve e questo viene interpretato come un segnale che precede il rumore forte, allora la risposta è meno accentuata.
Nei topi nutriti con l'integrazione di omega-3 EPA e DHA, questo tipo di risposta, cioè lo scattare di fronte a un rumore improvviso, è maggiormente pacata e calma, dimostrando una migliore capacità adattiva del sistema nervoso nei confronti del sovraccarico sensoriale.